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Decima settimana - lezione A



La città di Roma nell’Età Imperiale.


In età imperiale Roma aveva circa 1.200.000 abitanti (schiavi e immigrati esclusi). Era piena di edifici monumentali, piazze enormi, fontane e statue, ma era anche molto rumorosa.  
La mattina non ti lasciano vivere i maestri di scuola, di notte i fornai e a tutte le ore del giorno i fabbri che battono con i loro martelli.
Qua c'è un cambiavalute che, non avendo altro da fare, rivolta un mucchio di monete sul suo sudicio tavolo; là un orafo che batte l'oro di Spagna per modellarlo; e non smettono di vociare rumorosamente i religiosi, fanatici seguaci della dea Bellona.
(MARZIALE)
Il traffico era caotico e le strade sempre affollate. 
A me, che vado sempre di fretta, la folla che mi precede mi sbarra la strada; (GIOVENALE) 
Disordinata e colorata, era una vera metropoli cosmopolita dove si potevano ascoltare le lingue e i dialetti più strani ed "esotici".
Dove viveva questa folla immensa?

C'erano due tipi principali di abitazione, la 
domus(residenza signorile) e l'insula (grandi caseggiati a più piani con appartamenti in affitto), per un totale di 1790 domus e 44.300 insulae. I più ricchi possedevano anche gli horti, vaste proprietà periferiche caratterizzate da enormi giardini, e le ville, costruite al di fuori dell'area urbana.
Tuttavia il problema degli alloggi era gravissimo perché gli abitanti erano troppo numerosi e lo spazio disponibile insufficiente: lo scrittore Vitruvio (I secolo d.C.) scrive che "i cittadini sono così numerosi che bisogna costruire dappertutto le abitazioni".
Di conseguenza, la speculazione edilizia era cosa normale e gli affitti altissimi, magari per dormire in appartamenti piccoli, sporchi e senza luce.
Roma divisa in area monumentale (arancione), area dei grandi parchi (verde) e area destinata prevalentemente alle abitazioni di tipo intensivo (marrone) 


La 
domus era l'abitazione delle persone benestanti. Di solito era occupata da una sola famiglia ed era a un unico piano (il pianterreno), con numerosi ambienti destinati ciascuno ad un uso specifico.
Fornita di tutte le comodità (compresa l'acqua corrente), con stanze ricoperte di affreschi e un bel giardino interno: la vita nelle domus era molto piacevole. Soprattutto gli abitanti potevano dormire, perché esse erano in genere costruite lontano dai quartieri più affollati e rumorosi: il rumore accompagnava infatti, notte e giorno, chi invece viveva nelle 
insulae, i palazzi a più piani nei quali abitava la maggior parte della popolazione di Roma.
 
A Roma la maggior parte degli ammalati muore di insonnia... (GIOVENALE)
Ma non era solo il traffico a togliere il sonno.  
Abito proprio sopra le terme. Il vociare è tale che vorresti essere sordo.
Se qualcuno si fa fare un massaggio, sento il colpo della mano sulla sua spalla, con un suono diverso secondo che sia dato a mano piatta o concava.
Se viene quello che vuole giocare a palla e comincia a contare i colpi ad alta voce, è finita. (SENECA)
Insomma, il povero non ha un luogo per pensare o per dormire in pace a Roma (MARZIALE)
Inoltre, nelle insulae non c'era acqua corrente negli appartamenti e quindi non c'erano servizi igienici. I romani, perciò, si lavavano nei bagni pubblici e alle terme. Quanto ai rifiuti, li gettavano senza problemi dalle finestre,  soprattutto di notte. Camminare di notte per le strade della città era perciò molto pericoloso, non solo perché erano buie (non c'era illuminazione pubblica) e si potevano incontrare dei malintenzionati, ma soprattutto per quello che poteva cadere giù dalle finestre delle insulae. 
Questi palazzi a cinque-sei piani, creati per fare fronte alla popolazione in continuo aumento, erano spessissimo delle vere trappole. Costruiti da imprenditori disonesti, che usavano materiali edilizi di scarsa qualità, e amministrati da proprietari che pensavano solo ad arricchirsi grazie agli affitti altissimi, avevano anche altri due inconvenienti: i crolli e gli incendi.
Infatti solitamente i palazzi erano troppo alti rispetto al perimetro di base, e i muri maestri non superavano i 45 cm di spessore: vedersi crollare la casa sulla testa era una delle esperienze più temute dagli inquilini, e una delle più probabili. 


Altro incubo dei romani erano gli incendi, che in città erano frequentissimi. In caso di incendio, chi abitava ai piani superiori non aveva possibilità di scampo: i vigili del fuoco non erano in grado di far arrivare l'acqua oltre il secondo piano. 
Città invivibile? Può darsi. Ma, per dirla con Ovidio. Che cosa, migliore di Roma?


 



Durante l’epoca imperiale:
Roma ha più di un milione di abitanti. Vero o falso ?
Roma é una città calma e silenziosa. Vero o falso ?
A Roma si puù passeggiare tranquillamente. Vero o falso ?
A Roma vive gente che viene da luoghi differenti. Vero o falso ?
Le condizioni di vita delle persone ricche sono simili a le condizioni di vita delle persone più povere. Vero o falso ?
Il numero dei cittadini che vivono a Roma è più alto del numero delle case disponibili. Vero o falso ?
La domus è l’insula sono abitazioni destinate allo stesso genere di persone. Vero o falso ?
La città di notte è pericolosa. Vero o falso ?
Gli affitti sono bassi. Vero o falso ?
Le strade sono luminose. Vero o falso ?
Le case sono costruite in modo sicuro. Vero o falso ?







Impariamo a dare le indicazioni stradali...



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