Diciamoci la verità: Roma è una città speciale.
Abituata da secoli - anzi, da millenni - a vederne di tutti i colori, il suo occhio verso gli stranieri non si può nemmeno paragonare a quello di città anche più grandi o importanti.
Perfino il razzismo, qui da noi, assume un carattere particolare: come si dice in questo divertente (e secondo noi anche un po' geniale) video "un romano tra un negroe un laziale preferisce odiare il laziale... perché sa che gli stranieri prima o poi se ne andranno via come hanno fatto i barbari, gli invasori, i liberatori, gli intrusi di tutte le epoche, senza lasciare traccia".
Ascoltate quindi bene le parole di questo cortometraggio (che trascriviamo sotto per aiutarvi nella comprensione). Ma attenzione: la difficoltà non è solo linguistica... per capire il senso di quello che viene detto bisogna capire, prima di tutto, Roma.
https://www.youtube.com/watch?v=jhgvLMBmThw
Giornalista – Grazie! Disturba se registro?
Le spiego: lavoro per una agenzia internazionale, sono un giornalista indipendente, un free lance.
Sto raccogliendo del materiale dal vivo per un’inchiesta su “Gli stranieri e la città eterna”. Sottotitolo: “Un extracomunitario a Roma”.
Le spiego: lavoro per una agenzia internazionale, sono un giornalista indipendente, un free lance.
Sto raccogliendo del materiale dal vivo per un’inchiesta su “Gli stranieri e la città eterna”. Sottotitolo: “Un extracomunitario a Roma”.
| Come metodo di indagine ho scelto “il pedinamento della realtà”... come diceva Zavattini... conosce? Prendo anche appunti visivi eh? Lei dirà “come?”... Con questi occhiali, vede? Vedi questi occhiali? Vede questo forellino qui? C’è una minuscola telecamerina nascosta con la quale io riprendo facce, gesti... moti intimi dell’animo umano... Faccio vedere subito (mi può reggere qui un attimo? Grazie) Faccio vedere che mentre lei stava parlando con me, io l’ho ripresa senza che lei se ne accorgesse. Guardi qui... vede? Guardi qui, guardi! Fotogenico lei eh? |
|
Passeggero - Me sa che cambio posto io... (dialetto = mi sa che cambio posto io)
| Giornalista – Aspetti, aspetti che questa settimana ho fatto delle riprese, ad esempio... a Piazza Vittorio... Gliele faccio vedere... ecco vede? Guardi qui! Sempre con gli occhiali... Vede qui, questa è la Stazione Termini, | |||
| ecco, qui stavo chiedendo dove era la pensione Aurora,... queste sono due amiche mie, le ho coinvolte così per provare la telecamerina... qui ho chiesto da accendere... questa cinesina m’ha passato l’accendino... questo qui è un giocatore di basket, o un body guard... vai a capire. Questa qui è una domenicana che a sua insaputa era ripresa mentre rideva... Qui siamo a Piazza Vittorio, come può vedere; qui ho chiesto invece una sigaretta... questo pakistano me l’ha data... e c’era anche del pakistano nella sigaretta... insomma una giornata carina: quel giorno mi sono fumato centocinquanta sigarette. |
| ||
Roma non ghettizza e lo straniero non si sente ghettizzato. E vive come se fosse a casa sua.
Mezzo milione di indiani, pakistani, russi, cinesi, vive alla Garbatella, al Pigneto, a Piazza Vittorio, al Tufello mescolata alla popolazione indigena.
Mezzo milione di indiani, pakistani, russi, cinesi, vive alla Garbatella, al Pigneto, a Piazza Vittorio, al Tufello mescolata alla popolazione indigena.
Paesi storicamente, politicamente nemici come russi e afghani, indiani e cinesi, greci e turchi, vivono a Roma in pace. Misteriosamente il cinese, l’afghano, l’arabo, a Roma diventa romano.
Poi essere negri in Africa non comporta nessun problema, in altri paesi sì, lo notano!
A Roma è diverso: Roma ha un suo modo particolare di essere con gli extracomunitari. Non li ama, non li odia e che fa? Li ignora!
Perché intanto poi sa che prima o poi se ne andranno via come hanno fatto i barbari, gli invasori, i liberatori, gli intrusi di tutte le epoche, senza lasciare traccia. Anzi, semmai erano i romani (no?) che ovunque andassero lasciavano (lei m’insegna) acquedotti, colossei, vie sacre, archi di trionfo... come tanti Mc Donald's ante litteram.
A Roma è diverso: Roma ha un suo modo particolare di essere con gli extracomunitari. Non li ama, non li odia e che fa? Li ignora!
Perché intanto poi sa che prima o poi se ne andranno via come hanno fatto i barbari, gli invasori, i liberatori, gli intrusi di tutte le epoche, senza lasciare traccia. Anzi, semmai erano i romani (no?) che ovunque andassero lasciavano (lei m’insegna) acquedotti, colossei, vie sacre, archi di trionfo... come tanti Mc Donald's ante litteram.
Poi ecco... guardi qua... saranno tutti questi ruderi, queste pietre che non finiscono mai di venir fuori, no?
(Qui salta un sanpietrino e sbuca fuori una villaromana con piscina) che fanno sentire il romano, anche quello più ignorante, superiore a tutti.
«Sarai pure filosofo, c’avrai otto lauree... no? Sei nero, c’hai le perline al collo, le penne ar culo pe fatte nota’? Ma io non te guardo pe gnente... Guarda ‘n po’ che c’ho alle spalle e datte na regolata!» (dialetto: Sarai pure filosofo, avrai otto lauree... no? Sei nero, hai le perline al collo e le penne sul culo per farti notare? Ma io non ti guardo per niente... Guarda cosa ho io alle spalle e datti una regolata)
Ecco... dico bene?
(Qui salta un sanpietrino e sbuca fuori una villaromana con piscina) che fanno sentire il romano, anche quello più ignorante, superiore a tutti.
«Sarai pure filosofo, c’avrai otto lauree... no? Sei nero, c’hai le perline al collo, le penne ar culo pe fatte nota’? Ma io non te guardo pe gnente... Guarda ‘n po’ che c’ho alle spalle e datte na regolata!» (dialetto: Sarai pure filosofo, avrai otto lauree... no? Sei nero, hai le perline al collo e le penne sul culo per farti notare? Ma io non ti guardo per niente... Guarda cosa ho io alle spalle e datti una regolata)
Ecco... dico bene?
| Passeggero - BenissimoGiornalista - Ecco. E poi basta andare in giro per la città, no? Per leggere quello che i romani gridano sui muri. Perché i muri sono la voce della città. Bombolette spray, gesso, pennarelli, calce... sono le uniche garanzie di un sistema di informazione pluralistico e alternativo alla concentrazione dei mezzi d’informazione che qui in Italia è la più alta del mondo! Io ho fatto un mio breve censimento delle scritte sui muri di Roma. E ne viene fuori questa lista, breve: 856 Forza Roma 702 Forza Lazio 90 Viva la fica 75 Cloro al clero 38 Dio c’è ...con la variante... Passeggero - "O ce fa"... (dialetto = o ci fa) Giornalista -Dio c’è o ce fa... questa la sapeva però! |
|
3 Roma ai romani fuori arabi e africani
e 2 (badi bene, soltanto 2!!!) Non siamo noi che siamo razzisti, siete voi che siete negri Che è un’ottima media eh, se confrontata con quelle delle altre metropoli europee!
Non voglio dire con questo che i romani siano indifferenti per natura.
Per carità: non voglio dire che non abbiano le loro passioni, i loro razzismi. I razzismi ci sono anche qui perché anche qui i negri muoiono bruciati, muoiono di fame, di freddo... È diverso però perché ... mettiamo... tra un nero e un laziale il romano preferisce odiare il laziale. |
Passeggero - Be’... è regolare.
Giornalista - Mica tanto...
E diciamo anche che il romano non è vittima di tutti quei pregiudizi, quei luoghi comuni secondo i quali l’immigrato ruba il lavoro al residente che ne ha diritto. Qui non è così no?
Il lavoro è l’unica cosa della quale il romano è felice di farsi derubare!
Perché... diciamocelo chiaro no?, il romano quando lavora fa doppia fatica: primo, perché lavora; e secondo...
Giornalista - Mica tanto...
E diciamo anche che il romano non è vittima di tutti quei pregiudizi, quei luoghi comuni secondo i quali l’immigrato ruba il lavoro al residente che ne ha diritto. Qui non è così no?
Il lavoro è l’unica cosa della quale il romano è felice di farsi derubare!
Perché... diciamocelo chiaro no?, il romano quando lavora fa doppia fatica: primo, perché lavora; e secondo...
Passeggero - ...Perché 'n gne va (dialetto = perché non gli va).
Giornalista - Perché non gli va. Ecco vede? Del resto l’inno della capitale che dice? "Ma che ce frega ma che ce ‘mporta.."
Passeggero – Ancora! Ancora co’ sta storia “se l’oste ar vino c’ha messo l’acqua”... Ancora!!
Giornalista - Volevo dire...
Passeggero - “E noi je dimo, e noi je famo, c’hai messo l’acqua e nun te pagamo, ma però noi semo quelli...”
Giornalista - Volevo dire che qui a Roma la soglia della tolleranza è altissima, xenofobia, razzismo, caccia al nero, richiedono troppe energie, e per dirla con lui... troppe rotture de cojoni. Per tirare a campare bisogna lasciar campare caro signore... chiudiamo che devo scendere... Grazie, complimenti per l’intonazione eh? |
| Ci mancava solo questa... Adesso la Lega-Nord propone di insegnare il dialetto a scuola. Proprio mentre "l'analfabetismo di ritorno" aumenta, mentre i professori di scuola si impegnano quanto possono per insegnare agli studenti a leggere e a scrivere in un italiano almeno decente, ecco l'idea geniale: il dialetto! Un'idea con un suo valore culturale? Macché! Solo un modo per limitare l'immigrazione a nord dei professori del sud | |
| (per insegnare a Milano un professore di Napoli dovrebbe imparare a dire "spèta spèta, che l'erba la cress" e per insegnare a Venezia dovrebbe pronunciare perfettamente "el ga na zoca che gnanca i porsei la magnaria"). E allo stesso modo un immigrato arabo che vuole lavorare in una fabbrica di Torino dovrebbe fare un esame di dialetto per dimostrare di saper dire con un po' di scioltezza "A-i-e- nen bela scarpa c'a dventa nen brut savat". E pensare che i dialetti sono bellissimi e sono una cosa seria. (Sono una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani dei leghisti.) Nello stesso tempo i nazionalisti vogliono difenderci dall'importazione di parole straniere in italiano. Chi vuole difendere i dialetti, chi vuole difendere l'italiano, chi vuole difendere le tradizioni giudaico-cristiane dell'Europa. Insomma tutti ci vogliono difendere. Ma siamo davvero così minacciati? | |
| Difendere l’identità nazionale, la lingua, il dialetto, le tradizioni. Cosa vogliono questi immigrati con i loro kebab, tanto in auge nelle nostre strade? Noi difendiamo i nostri buoni prodotti italiani, arance e limoni, albicocche e carciofi nati sotto il nostro bel cielo azzurro: vogliamo rinunciare forse al nostro milanesissimo risotto allozafferano? Non siamo razzisti: e se gli immigrati vengono qui solo per lavorare, per fare i facchini in unmagazzino per esempio… niente in contrario. Possono anche vestirsi a modo loro, con le loro giubbe | |
| ricamate e colorate, rosso scarlatto o cremisi, chi dice niente? Non siamo mica aguzzini. Ma loro si trasformano subito in assassini della nostra lingua e della nostra cultura! Per questo dobbiamo bloccarli alla dogana! Noi non vogliamo rinunciare alle nostre tradizioni, a una buona tazzadi caffè, bevuta possibilmente stando sdraiati su un comodomaterasso (e magari in un letto col baldacchino). Questi qua non bevono nemmeno alcol! Dobbiamo forse rinunciare a una bellacaraffa di vino, che per noi è un elisir di lunga vita? Ah che tempi meschini! Non siamo lo zerbino di questa gente che vuole tenerci in scacco! Scusate l’azzardo: ma ormai qui ci sono immigrati a bizzeffe, cifrecon molti zeri! Se continua così fra poco parleremo tutti arabo! (le parole in neretto sono naturalmente parole arabe, entrate in italiano per colpa degli immigrati di qualche secolo fa) | |
| ESERCIZIO N. 1 Scudit, Scuola d'Italiano Roma, www.scudit.net |
Ma le parole "barbare" in italiano, non sono mica solo arabe! Provate un po' a individuare l'origine di quelle indicate nella lista qui sotto e a scoprire se provengono dall'arabo, dall'ebraico, dal francese, dal tedesco, dal greco o dallo spagnolo.
| algoritmo | |||||||
| mangiare | |||||||
| sabato | |||||||
| bronchite | |||||||
| basilico | |||||||
| cugino | |||||||
| gondola | |||||||
| cacao | |||||||
| balcone | |||||||
| albergo | |||||||
| guerra | |||||||
| zaino | |||||||
| pasqua | |||||||
| almanacco | |||||||
| zenith | |||||||
| burro | |||||||
| giorno | |||||||
| angelo | |||||||
| guardia | |||||||
| chiesa | |||||||
| amaca | |||||||
| materasso |
| ESERCIZIO N. 2 Scudit, Scuola d'Italiano Roma, www.scudit.net |
1.
Soltanto in una delle tre frasi che seguono l'espressione in auge è usata in modo appropriato e corretto. Qual è la frase giusta?
A. Da alcuni mesi ho un mal di testa molto in auge
B. La moda del 2010 riporterà in auge la minigonna
C. Il bambino è cresciuto ed è più in auge dell'anno scorso
Soltanto in una delle tre frasi che seguono l'espressione in auge è usata in modo appropriato e corretto. Qual è la frase giusta?
A. Da alcuni mesi ho un mal di testa molto in auge
B. La moda del 2010 riporterà in auge la minigonna
C. Il bambino è cresciuto ed è più in auge dell'anno scorso
2.
Nella lingua parlata si usa l'espressione essere un carciofo per riferirsi a chi ha avuto un certo comportamento. Che tipo di comportamento?
A. Impacciato, incapace di reagire a una situazione
B. Non immediatamente comprensibile, pieno di aspetti inspiegabili
C. Forte e deciso, non disposto a compromessi
Nella lingua parlata si usa l'espressione essere un carciofo per riferirsi a chi ha avuto un certo comportamento. Che tipo di comportamento?
A. Impacciato, incapace di reagire a una situazione
B. Non immediatamente comprensibile, pieno di aspetti inspiegabili
C. Forte e deciso, non disposto a compromessi
3.Due dei tre lavoratori che illustriamo qui sotto possono essere definiti facchini. Uno invece no. Quale?
A. Il dipendente che in una industria si occupa di spedire fax o e-mail ai clienti
B. L'uomo che nella stazione portava le valige ai passeggeri
C. La persona che in una ditta o in una impresa fa i lavori di fatica
A. Il dipendente che in una industria si occupa di spedire fax o e-mail ai clienti
B. L'uomo che nella stazione portava le valige ai passeggeri
C. La persona che in una ditta o in una impresa fa i lavori di fatica
4.Un magazzino è:
A. Un deposito di merci
B. Una rivista settimanale
C. Un abitante di Magaz de Cepeda, comune spagnolo in Castiglia
A. Un deposito di merci
B. Una rivista settimanale
C. Un abitante di Magaz de Cepeda, comune spagnolo in Castiglia
5.Riportiamo qui tre espressioni che contengono la parola giubba. Due di loro sono piuttosto comuni, mentre una è assolutamente improbabile. Quale espressione è impropria?
A. Giubba rossa
B. Giubba da sera
C. Giubba militare
A. Giubba rossa
B. Giubba da sera
C. Giubba militare
6.La parola assassino ha relazione con
A. Hashish, la droga già diffusa nell'antichità
B. Sasso, con cui si uccidevano gli animali
C. Asso, la carta da gioco che simboleggia il numero 1
A. Hashish, la droga già diffusa nell'antichità
B. Sasso, con cui si uccidevano gli animali
C. Asso, la carta da gioco che simboleggia il numero 1
7.In quali di questi locali si può essere sicuri di trovare una tazza?
A. In una toilette
B. In una biblioteca
C. In farmacia
A. In una toilette
B. In una biblioteca
C. In farmacia
8.Un baldacchino è possibile trovarlo in DUE dei tre luoghi indicati qui sotto. Dove è praticamente impossibile trovarlo?
A. In chiesa
B. In camera da letto
C. In piscina
A. In chiesa
B. In camera da letto
C. In piscina
9.Qual è il posto più appropriato per tenere uno zerbino?
A. Sul balcone
B. Davanti alla porta di casa
C. Sulla finestra
A. Sul balcone
B. Davanti alla porta di casa
C. Sulla finestra
10.Nell'espressione scacco matto, il termine scacco significa "re" ( dall'antico persiano shah, importato in Europa attraverso l'arabo). E il termine "matto" cosa significa?
A. pazzo
B. morto
C. perso
A. pazzo
B. morto
C. perso
11.La parola bizzeffe in italiano si trova quasi esclusivamente associata a una sola preposizione. Qual è l'unica locuzione tollerabile in italiano fra queste tre?
A. In bizzeffe
B. Da bizzeffe
C. A bizzeffe
A. In bizzeffe
B. Da bizzeffe
C. A bizzeffe
12.Quale delle tre definizioni che seguono non si adatta a definire il termine cifra?
A. Ciascuno dei segni che rappresentano i numeri da 0 a 9
B. La lettera iniziale di nome e cognome ricamata per esempio su un vestito
C. Il simbolo di un partito politico
A. Ciascuno dei segni che rappresentano i numeri da 0 a 9
B. La lettera iniziale di nome e cognome ricamata per esempio su un vestito
C. Il simbolo di un partito politico
| ESERCIZIO N. 3 Scudit, Scuola d'Italiano Roma, www.scudit.net |
ERRORI DI GEOGRAFIANelle frasi che seguono ci sono parecchi errori... di geografia: provate a rimettere a posto i modi di dire indicando la "collocazione" geografica giusta
A. Parlare in modo incomprensibile > Parlare svizzero
B. Fumare molto > Fumare come un siciliano
C. Non pagare il biglietto in autobus > Fare il turco
D. Fare finta di non capire > Fare l'indiano
E. Precisissimo > Preciso come un orologio arabo
F. Lavorare moltissimo > Lavorare come un portoghese
G. Una speciale insalata coperta di maionese > Un'insalata bulgara
H. Un attrezzo della palestra > Quadro inglese
I. Gelosissimo > Geloso come un negro
L. Una maggioranza assoluta > Maggioranza russa
M. Giardino che imita il naturale, non geometrico > Giardino svedese
B. Fumare molto > Fumare come un siciliano
C. Non pagare il biglietto in autobus > Fare il turco
D. Fare finta di non capire > Fare l'indiano
E. Precisissimo > Preciso come un orologio arabo
F. Lavorare moltissimo > Lavorare come un portoghese
G. Una speciale insalata coperta di maionese > Un'insalata bulgara
H. Un attrezzo della palestra > Quadro inglese
I. Gelosissimo > Geloso come un negro
L. Una maggioranza assoluta > Maggioranza russa
M. Giardino che imita il naturale, non geometrico > Giardino svedese
Qualche settimana fa su tutti i giornali italiani si è parlato del "caso del crocifisso": un italiano, di religione musulmana, ha chiesto di togliere il crocifisso dalla classe della scuola che i suoi figli frequentano: "Se la scuola italiana è laica e aperta a tutte le religioni - ha detto - non capisco perché nelle classi delle scuole pubbliche c'è sempre un crocifisso! Questo simbolo cristiano offende e umilia i miei figli che sono musulmani!" Grandi discussioni, dibattiti, interventi. Alla fine tutte le posizioni si sono radicalizzate, il crocifisso è rimasto lì, ma il problema resta. E a noi è venuta in mente questa vecchia storia. |
| Nel Senato Romano - dall'anno 29 avanti Cristo - c'era un altare con la statua della Vittoria: davanti a questa statua i senatori bruciavano incenso e pronunciavano formule rituali prima delle sedute. |
| Nel 313 dopo Cristo, l'imperatore Costantino ha dato libertà di culto ai cristiani e ha riconosciuto a tutte le religioni pari |
| dignità. Dopo qualche anno anche molti senatori romani erano di religione cristiana. I senatori pagani però continuavano l'antica tradizione di rendere omaggio alla statua della Vittoria: per loro era non tanto il simbolo del paganesimo, ma il simbolo della "romanità" e la tradizione continuava per mos maiorum, per rispetto delle usanze degli antenati. Questo però offendeva terribilmente i senatori cristiani. Su richiesta dei cristiani l'Imperatore cristiano Graziano, nel 382, ha deciso allora di fare togliere quella statua dal Senato. L'anno dopo, morto Graziano, i Senatori pagani hanno pensato di chiedere al nuovo imperatore, Valentiniano II, di rimettere la statua in Senato, in quel posto dove era stata per più di trecento anni. Davanti all'imperatore, come rappresentante dei pagani, è andato |
| Quinto Aurelio Simmaco. A difendere la causa dei cristiani è andato invece il vescovo di Milano Ambrogio. Simmaco, grande oratore, ha chiesto di non cancellare le radici pagane dell'Impero romano: «Chiediamo pace per gli dei della patria... Dobbiamo riconoscere che tutti i culti hanno un unico fondamento.Tutti contemplano le stesse stelle, un solo cielo ci è comune, un solo universo ci circonda. Che importa se ognuno cerca la verità a suo modo? Non si può seguire una sola strada per raggiungere un mistero così grande» Immediatamente Ambrogio ha risposto: «Quella verità che tu non conosci noi la abbiamo appresa direttamente da Dio!» La statua della Vittoria non è mai più tornata nel Senato di Roma. |
| ESERCIZIO 1: Scegliere la forma verbale più opportuna |
| Nel Senato Romano A. c'è stato B. c'era un altare con la statua della VittoriaNel 313 dopo Cristo, l'imperatore Costantino A. ha dato B. dava libertà di culto ai cristiani Dopo qualche anno anche molti senatori romani A. erano B. sono stati di religione cristiana Per o senatori pagani la statua non A. è stata B. era il simbolo del paganesimo L'imperatore cristiano Graziano, nel 382, A. ha deciso B. decideva di fare togliere la statua dal Senato. Davanti all'imperatore, come rappresentante dei pagani, A. è andato B. andava Simmaco Simmaco A. ha chiesto B. chiedeva di non cancellare le radici pagane dell'Impero romano Immediatamente Ambrogio A. ha risposto B. rispondeva «La verità che tu non conosci noi la A. abbiamo appresa B. apprendevamo direttamente da Dio!» La statua della Vittoria non A. è tornata B. tornava mai più nel Senato di Roma. |
| ESERCIZIO 2: Rispondere alle domande usando un pronome diretto, un pronome indiretto o la particella pronominale "ci" |
I senatori hanno bruciato incenso? I senatori hanno pronunciato formule rituali? Costantino ha riconosciuto la religione cristiana? Costantino ha riconosciuto tutte le religioni? I pagani hanno continuato la loro tradizione? I pagani hanno reso omaggio alla Statua della Vittoria? Così i pagani hanno offeso i cristiani? Graziano ha fatto togliere la statua? I pagani hanno fatto una richiesta a Valentiniano II? Simmaco è andato dall'imperatore? Simmaco ha difeso la causa dei pagani? L'imperatore voleva cancellare le radici pagane dell'impero? Ambrogio ha risposto a Simmaco? La statua è tornata in Senato? | Sì, l'hanno bruciato! _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ _______________________ |
| ESERCIZIO 3: Completare con una preposizione |
Davanti ______ Statua della Vittoria i senatori bruciavano incenso I senatori pronunciavano formule rituali prima _____ sedute Nel 313 dopo Cristo, l'imperatore Costantino ha dato libertà di culto ______ cristiani I senatori pagani continuavano l'antica tradizione ____ rendere omaggio alla statua della Vittoria La statua era il simbolo _____ "romanità" La tradizione continuava per rispetto delle usanze ______ antenati Graziano, nel 382, ha deciso allora di fare togliere quella statua _____ Senato Davanti _____imperatore, come rappresentante dei pagani, è andato Quinto Aurelio SimmacoA difendere la causa _____ cristiani è andato invece il vescovo di Milano AmbrogioSimmaco, grande oratore, ha chiesto di non cancellare le radici pagane _____Impero romano Che importa se ognuno cerca la verità _____ suo modo? «Quella verità che tu non conosci noi la abbiamo appresa direttamente _____ Dio!» La statua della Vittoria non è mai più tornata _____ Senato di Roma. |
| |
Aucun commentaire:
Enregistrer un commentaire